

Al nostro microfono:Marco Cascarano sindaco di Cinquefrondi,Michele Galimi consigliere PD e Michele Conia consigliere Rinascita.

Al nostro microfono:Marco Cascarano sindaco di Cinquefrondi,Michele Galimi consigliere PD e Michele Conia consigliere Rinascita.Cinquefrondi (Reggio Calabria) – Un problema serio che non può essere più sottovalutato. Questa la traccia, il filo rosso comune che ha legato l’intero consiglio comunale cittadino in merito all’allarme lanciato dalla trasmissione di Riccardo Iacona, Presa Diretta, con il servizio titolato “Italia dei Fuochi” che ha suscitato tanto scalpore accendendo i riflettori sul nostro comprensorio, in particolare sulla Limina e l’arco aspromontano fino ad arrivare ad Africo passando per la piana di Gioia rivelando – ancora una volta – quanto il disastro ambientale prodotto dalle ecomafie possa essere davvero vicino alle porte di casa. Convocata una riunione d’urgenza, il sindaco ed i capigruppo hanno voluto fare il punto con una presa d’atto doverosa rispetto alla diffusione di una notizia abbastanza emergenziale che ha propagato molta preoccupazione nella cittadinanza, essendo passata ora dal semplice “sentito dire” al “sentito raccontare” e peraltro in tv. Dunque la politica decide di fare fronte comune attraverso un piano d’intervento condiviso che cercherà di coinvolgere le massime istituzioni provinciali e regionali con tempi certi e soluzioni mirate innanzitutto per cercare di scoprire e capire a fondo cosa si nasconda veramente sul sito della galleria della Limina ma anche in città, presso il quartiere Aracri già mobilitatosi con il suo comitato a riguardo d'un insolito incremento di mortalità per cause oncologiche concentrato in quella particolare zona. E, dunque, tutti d’accordo e compatti sul richiedere attenzione ma anche sugli step da conseguire, primo fra tutti un’attenta mappatura delle criticità presenti sul territorio comunale per passare poi alla fase più squisitamente operativa con l’ausilio dei tecnici Arpacal ed Asp ma anche dell’assessorato all’ambiente di Provincia e Regione su cui non si è mancato di recriminare per il colpevole silenzio seguito alla messa in onda del servizio ma che certo non è passato inerte sulle teste degli amministratori locali. Questione peraltro affatto trascurata anche dalla magistratura con le recenti raggelanti dichiarazioni di Cafiero De Raho che senza tanti giri di parole ha rivelato: «Sono convinto ci sia un equivalente della Terra dei fuochi campana anche in Calabria», motivo per il quale la procura reggina sta dando impulso ad una inchiesta che presto potrebbe palesare le responsabilità personali ma anche politiche che hanno permesso tali accadimenti e produrre le conferme che ora mancano a quelle che prima potevano essere catalogate semplicemente come comuni illazioni paesane, comunque anch'esse oggetto di reportage giornalistici ed argomenti di pubblicazione editoriale. Sia come sia, il servizio di Presa Diretta ha scosso gli animi e mobilitato la politica locale che è scesa in campo svestendo le casacche per compattarsi e cercare di fare chiarezza su una questione di vitale importanza per le generazioni presenti e future, suscitando una reazione solidale che dovrebbe sfociare in una serie di incontri specifici (con Prefettura e Arpacal) fino ad arrivare ad avere un colloquio in delegazione con lo stesso De Raho. Trenta giorni è il termine che il civico consesso ha inteso darsi dalla data di prossima convocazione - prevista per martedì 18, in seduta straordinaria - prima di attivare la mobilitazione della cittadinanza. Tempi certi durante i quali si pretenderà un fattivo impegno corroborato da riunioni operative coordinate da un tavolo di concertazione con expertise del settore per capire anche, una volta accertate quali siano le criticità, come procedere alla relativa bonifica, atteso che questo tipo di contaminazione potrebbe essersi innestata nella catena agroalimentare della produzione locale. Della vicenda, il consiglio cittadino, vorrebbe investire direttamente la Commissione parlamentare antimafia a cui affidare la supervisione politico-istituzionale del dossier ed a cui chiedere anche l’istituzione di una commissione d’inchiesta ad hoc che possa contribuire a dare quelle risposte che ancora mancano agli attoniti cittadini di uno straordinario territorio la cui impareggiabile bellezza - talvolta persino malamente travisata - s’è ora finalmente preso coscienza essere stata, con tutta probabilità, violentata dalla becera ignoranza d’un manipolo di criminali senza scrupoli.
Giuseppe Campisi - MNews.IT
Cinquefrondi (Reggio Calabria) – Ha fretta Michele Conia. Fretta che passino questi pochi-tanti mesi che separano dalle prossime amministrative per poter proporre la sua ricetta per il rinnovamento di Cinquefrondi e per voltare pagina con quella che egli ritiene essere stata l’inconcludente era Cascarano. «Nella nostra associazione – racconta Conia - ci conforta l’idea che fare politica significhi occuparsene 365 giorni all’anno, concretamente, e non solo in tempo di elezioni o campagna elettorale». Una stoccata per rispondere a qualche agitatore di bandiera che mal digerisce l’attivismo di Rinascita sul territorio e che pensa solo a fare alleanze ed accordi elettorali col metro del cerchiobottismo, o peggio, del tornaconto personale. «Sia chiaro – riprende nel suo ragionamento – che la nostra intenzione è quella di dialogare con tutti gli attori politici che si ritrovano nell’area della sinistra ma senza puntare al metodo della sommatoria numerica ad ogni costo che possa tornar utile solo per vincere. Perché il vero lavoro comincia il giorno dopo le elezioni e lo si può fare solo con forze che condividano un progetto comune, anche perché l’errore più ricorrente per chi fa politica è quello di pensare, assolutamente sbagliando, di poter spostare l’elettorato a proprio piacimento, dimostrando così piuttosto disprezzo che rispetto verso gli elettori». L’idea di Rinascita è quella di offrire partecipazione ed assieme la vera democrazia sospinta dal basso facendo proprio il motto: 1 testa, 1 voto, lasciando la porta aperta a tutte le sensibilità, da quelle più radicali a quelle più moderate. «Abbiamo abbandonato da tempo la vecchia dottrina del purismo di partito tanto che in Rinascita non esiste neanche una campagna di tesseramento. Cerchiamo di convogliare ogni sforzo per dare una possibilità in più al nostro paese. Quelle possibilità che finora sono colpevolmente mancate con la politica messa in campo da questa amministrazione, soprattutto a favore del sociale». Non accetta Michele Conia che Cinquefrondi subisca un lento logorio che scivoli verso il degrado civile e sociale, non potendo offrire serie opportunità di riscatto a chi decide di resistere e vivere in paese senza essere obbligato a tutti i costi a fare le valigie. «Sono convinto che fare politica significhi – rincara appassionato – essere utili a dare risposte credibili ai bisogni della gente». Politica come missione, come dovere civile, come possibilità di cambiare lo stato delle cose per migliorarle. «Voglio sfatare il mito, l’etichetta che ci è stata attacca addosso – dice – d’essere noi l’opposizione del sempre no, del rifiuto delle proposte a prescindere. D’altra parte, su grandi temi d’interesse collettivo per la cittadinanza mi pare che abbiamo dimostrato volontà di collaborare e coesione generale». Quando chiediamo le priorità per Cinquefrondi, Conia sospira laconico ed aggrotta le ciglia pensieroso e poi riprende: «Pacificazione politica attraverso la buona pratica del confronto delle idee; creazione di spazi sociali e culturali aggregativi che possano liberare opportunità di crescita ed infine potenziamento dei servizi sociali con la diretta gestione municipale di ogni servizio per favorire la creazione di cooperative locali di giovani cinquefrondesi da poter inserire subito in un virtuoso circuito lavorativo cittadino». Un’ambizione che Conia spera possa tramutarsi in opportunità per la sua comunità. Ci lasciamo, non potendo non rivolgere l’ultima domanda sulla futura lista che comporrà lo schieramento di Rinascita: «Ancora è presto per fare nomi, ma dico già che ci saranno tante facce nuove accanto ad alcune conferme. Posso anticipare solo che stiamo cercando di investire in capitale umano, collocando i migliori professionisti per ogni settore di competenza. E tanti ce ne sono, specie in queste ultime ore, che stanno aderendo convintamente al nostro progetto. Soprattutto quote rosa. Ma le aggiungo di più. Giocheremo a carte scoperte: annunceremo i nomi dei componenti la giunta prima dell’esito del voto, durante la campagna elettorale. Così i cittadini sapranno prima chi e cosa scegliere, non potendo avere così più alibi».
Giuseppe Campisi-MNews.IT

CINQUEFRONDI – Con delibera della giunta comunale n° 13 del 29/01/2014 il comune di Cinquefrondi approva il progetto, su impulso del gruppo consiliare “Rinascita per Cinquefrondi”, denominato “Recosol” rete dei comuni solidali ed affida alla struttura proponente la gestione dello stesso. Viene emanato il seguente avviso:
Ricerchiamo alloggi da affittare nell’ambito del Progetto di Accoglienza che “Recosol” è in attesa di attuare, previa autorizzazione della Prefettura di Reggio Calabria, si ricercano alloggi da affittare nel Comune di Cinquefrondi e da destinare all’accoglienza dei migranti richiedenti protezione internazionale. Gli alloggi devono essere in buono stato, arredati e pronti per un utilizzo in tempi rapidi. Chiunque fosse interessato o fosse a conoscenza di alloggi disponibili, può utilizzare i seguenti contatti:
Recosol Calabria: 3496379240
Mail: recosolcalabria@gmail.com
Rete dei Comuni Solidali
Piazza Manzoni 10 -10022 Carmagnola (Torino)
Ref. Calabria: Giovanni Maiolo – cell 3206951239
Per saperne di più: www.comunisolidali.org
EdicoladiPinuccio - 30/01/2014
L'oramai ufficiale imminente arrivo, presso il Porto di Gioia Tauro, delle navi contenenti le armi chimiche siriane da smaltire ci inquieta e ci preoccupa. Da anni, ormai, insiste, su questo territorio, una sorta di sperimentazione scientifica per farlo divenire colonia a tutto tondo di scelte che cadono dall'alto incuranti della distruzione ambientale e morale di questa terra e della salute di noi cittadini: la costruzione degli inceneritori, di una centrale a biomasse, di una centrale a pirolisi e di un progetto per il più grande Rigassificatore di tutta Europa ed ora la scelta del trasbordo delle letali armi chimiche siriane la dicono lunga sulla strategia di sfinimento in atto. Gli enti locali, in rappresentanza di tutti i cittadini, hanno, secondo noi, il dovere di non tacere e pertanto di agire per la difesa del territorio.Come consiglieri comunali del Comune di Cinquefrondi chiediamo al Presidente del Consiglio Comunale di Cinquefrondi, pertanto, la convocazione di un Consiglio Comunale urgente e straordinario che deliberi un documento che faccia levare una voce unanime per un NO FORTE E DECISO all’arrivo delle armi presso porto di Gioia Tauro. Chiediamo, altresì, che il Comune di Cinquefrondi costruisca, con ogni consentita urgenza, assieme a tutti i Comuni della Pianaun fronte comune dei Sindaci e dei Consigli Comunali capace di farsi ascoltare immediatamente dagli Organismi di Governo competenti con in primis il Presidente della Regione. Facciamo un appello accorato a tutti i cittadini dei comuni della Piana a mobilitarsi per dire “No” all’ennesimo sopruso. Rinascita per Cinquefrondi è pronta a fare la sua parte e ad intraprendere, con quanti lo intenderanno, azioni di protesta e mobilitazione contro tale ennesima scelta ingiusta e di sopruso.
Michele Conia - Flavio LoriaConsiglieri Comunali "Rinascita per Cinquefrondi"